LA CIOCCOLATA CALDA MILANESE AMATA DAGLI EMIRI

L'azienda di Pessano con Bornago esporta i preparati della bevanda nei bar di tutto il mondo, proponendo 22 gusti diversi

Oggi la sua cioccolata calda viene servita nelle caffetterie di mezzo mondo, preparata esclusivamente con ingredienti naturali secondo la ricetta originale perfezionata oltre quarant’anni fa dal fondatore Giovanni Carucci. Dal Giappone agli Stati Uniti, dal Cile all’Australia, oltre che in tutti quei Paesi nei quali le Nazioni Unite, di cui l’azienda è diventata fornitore due anni fa, sono impegnate in missioni di pace.Chocolate Drink Mix

Eppure, la storia di Almar è quella di un piccolo laboratorio artigianale nato in un sottoscala nel 1968 a Cologno Monzese, comune con poco più di 9 mila abitanti a una quindicina di chilometri a Nord-Est di Milano. Un’attività avviata con l’ambizione di produrre la migliore cioccolata calda esistente per le caffetterie. E capace, negli ultimi dieci anni, di conquistare il mondo con un’offerta di prodotti per il mercato professionale che nel frattempo si è arricchita di caffè al ginseng, creme fredde, sorbetti e granite, tè, infusi, e tisane.

Un ampliamento della gamma frutto delle scelte strategiche della nuova proprietà, che ha acquisito la storica azienda meneghina dal fondatore nel 2011, nel pieno degli effetti negativi sull’economia frutto della crisi dei mutui subprime. “Quando siamo entrati in Almar eravamo in una fase nella quale il mondo Ho.Re.Ca (termine che identifica il settore in cui operano hotel, ristoranti, bar e servizi di catering, Ndr) stava registrando un numero molto alto di chiusure”, racconta Cesare Crosti, titolare della realtà meneghina. Come se non bastasse, “l’azienda, che aveva avuto periodi di gloria nel passato grazie a prodotti di alta qualità, stava subendo la concorrenza di altri marchi”.

Fu così che “decidemmo di rilanciare l’attività cambiandole faccia”, prosegue Crosti. “Partendo dal know-how, dalle ricette e da tutto quello che c’era di buono, cominciammo a fare ricerca, a inserire nuove professionalità e a dotarci delle certificazioni più avanzate, in modo da creare un’azienda che potesse vendere non solo sul mercato italiano, ma anche su quello internazionale”.

Ginseng zeropiùDa lì allo sbarco all’estero il passo fu breve. E il successo fu immediato. Tanto con il preparato per la cioccolata calda, vero e proprio cavallo di battaglia dell’azienda sui mercati internazionali, che hanno dimostrato di apprezzare molto la versione milanese della bevanda. Quanto con una gamma di prodotti in linea con le ultime tendenze di consumo.

“Abbiamo cominciato a creare nuovi prodotti senza glutine, senza OGM, senza zucchero e adatti per i consumatori vegani”, spiega Crosti. “Siamo inoltre stati i primi a portare sul mercato un caffè al ginseng che fosse veramente senza zucchero, ma comunque non amaro”.

Non solo. Dopo aver cominciato a vendere i propri prodotti all’estero, dagli Stati Uniti al Canada, dal Giappone al Sudamerica, dall’Australia al Medio Oriente, a tutta Europa, Almar ha avviato anche lo sviluppo di linee Private Label per aziende straniere e preparazioni ad hoc per i singoli mercati.

È il caso, ad esempio, di una crema fredda al cardamomo destinata al mercato degli Emirati Arabi, che ha riscosso un enorme successo. O anche quello di una versione vegana (senza zucchero e senza latte) del Chai latte, una bevanda di antiche origini a metà tra un latte caldo e un tè, particolarmente apprezzata nei Paesi anglosassoni.Natura Chai

“Oggi esportiamo in una trentina di Paesi in tutto il mondo”, sottolinea Crosti, “e in una decina d’anni siamo passati da una quota export irrilevante a un 35% di fatturato estero. I nostri mercati principali sono la Grecia e gli Emirati Arabi”, ma l’espansione continua. Anche grazie alla capacità di proporre prodotti in grado di introdurre nuove abitudini di consumo.

È quanto sta accadendo in Sudafrica con il Caffè ginseng, una bevanda che in Italia è il secondo  prodotto più venduto nei bar dopo il classico caffè espresso e che all’estero, invece, è poco considerata. O in altri mercati con la crema al caffè vegana.

Ma anche la cioccolata, pur essendo preparata ancora secondo la ricetta originale, è stata oggetto di una serie di innovazioni. “Oggi ne facciamo 22 gusti diversi, tutti buonissimi come l’originale”, assicura Crosti, la cui azienda conta 8 dipendenti, una quindicina di agenti e una ventina di distributori in giro per il mondo. “La produzione è tutta a Pessano con Bornago, perché così possiamo essere sicuri di mantenere alta la qualità”. E di diffondere ulteriormente nel mondo la dolcezza della cioccolata calda milanese.

Dino Bondavalli - Libero 16 maggio 2020